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Attualita di Don Luigi Sturzo

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La Giustizia Europea: Quali Garanzie per noi cittadini?

07.06.2002

Gaincarlo Bosetti ha presentato la nuova edizione del fortunato volume KARL R. POPPER, Cattiva maestra televisione


15.12.2001

Conferenza su Il Cattolicesimo Liberale: Incontro tra due Culture.


12.07.2001
   
 
 
  RAIMONDO CUBEDDU  
Presentazione del Comitato per le Libertà "Karl Popper"
12 luglio - Exmà di Cagliari
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Sebbene il concetto di società aperta abbia oltre cinquant'anni, si avverte oggi una rinnovata urgenza nell'affrontare lo spinoso problema del "destino della libertà individuale nell'era della
globalizzazione". Fenomeni come la globalizzazione, appunto, che oggi conoscono accelerazioni e dimensioni inimmaginabili in passato, rendono necessario riflettere sul ruolo dello Stato e della politica nella "produzione della certezza". Per "produzione della certezza" si intende il mantenimento, attraverso l'azione di varie istituzioni sociali, di una cornice di "prevedibilità" nell'ambiente sociale, economico e politico in cui si svolge la nostra vita. Lo Stato nazionale, ovvero l'istituzione che ha dominato teoria e pratica politica negli ultimi secoli, appare oggi uno strumento obsoleto.Come tutti i grandi mutamenti storici, anche la globalizzazione comporta costi e benefici difficilmente districabili. Cubeddu dichiara la sua insoddisfazione verso i percorsi seguiti fino a oggi da gran parte della riflessione politica, soprattutto in Italia. Le possibili alternative teoriche e pratiche al modello dello stato nazionale sono cariche di incognite. "Andare 'oltre lo stato', immaginare la 'politica senza lo stato', non è […] semplice". La diagnosi di Cubeddu è a tratti piuttosto pessimistica. Se dopo il 1989 il pensiero politico sembra non conoscere più serie alternative al liberalismo - nel senso che il marxismo, suo rivale storico, ha perso ogni credibilità e capacità descrittiva e di guida della prassi politica - la sola tradizione che abbia finora affrontato il problema dei limiti teorici dello stato è quella anarchica; mentre il liberalismo, che pure nei decenni scorsi denunciava gli effetti perversi dell'espansione delle competenze dello stato ed i rischi connessi alla tirannia delle mutevoli maggioranze elettorali, sembra aver fallito nel suo tentativo di compromesso con la tradizione democratica. In sostanza Cubeddu, con l'intenzione di individuare la teoria politica che meglio si presta ad un'efficace difesa della libertà degli individui, si trova di fronte alla difficile scelta tra la tradizione liberale e quella libertaria (anarco-capitalistica).

La risposta ai problemi sollevati non è semplice. Solo la tradizione anarchica (non quella collettivistica, maggioritaria in Europa, ma quella americana, individualistica e libertaria, anarco-capitalistica) ha esplorato il campo delle alternative allo stato, della possibilità di una "politica senza lo stato". Cubeddu, del resto, che è un profondo conoscitore della tradizione liberale, studioso dei maggiori esponenti del Classical Liberalism, non ritiene che si debba automaticamente gettare la spugna ed abbandonare tale gloriosa tradizione. Egli piuttosto ritiene necessario cercare di formulare un liberalismo al passo coi tempi. La sfida consiste quindi nel tentare di individuare quale sia la via da percorrere per garantire ed allargare la sfera delle libertà degli individui in una situazione in cui lo stato non potrà più farsi garante dei diritti individuali, ma sembra destinato ad essere sostituito da altre istituzioni politiche ed economiche in competizione fra loro.
La posizione assunta da Cubeddu non deve stupire più di tanto. Tra le conseguenze inaspettate del venir meno del comunismo, ci sono stati in questi ultimi decenni non solo un rinnovamento della tradizione liberale, ma anche una riscoperta e riproposta di filoni del pensiero politico in passato, qui in Europa, snobbati e trascurati, come l'anarco-capitalismo. Ne è un esempio l'evoluzione del decano del liberalismo italiano, l'economista Sergio Ricossa, ieri "liberista" di ferro ed einaudiano, oggi spostatosi verso le posizioni libertarie degli anarco-capitalisti. Numerose testate e case editrici libertarie si sono affaciate sulla scena culturale degli ultimi decenni, e titoli ed autori prima introvabili o improponibili comunciano a conquistare crescente spazio negli scaffali delle librerie e nelle bibliografie più serie ed aggiornate. In questa direzione sembra andare anche la riflessione di Cubeddu.
L'intervento del professor Cubeddu è stato piuttosto denso. Al di là dell'apparente senso di sconforto, esso ha inteso lanciare la sfida teorica e pratica di ripensare lo stato ed il liberalismo alla luce delle nuove sfide del presente. Numerosi e vivaci sono stati, infatti, gli interventi da parte del folto pubblico che ha partecipato all'incontro.