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21.02.2003 I Sardi.net
I Mali della Politica Italiana

18.02.2003 L'unione Sarda on line
CULTURA (18:30)
A Cagliari incontro su don Luigi Sturzo

09.06.2002

L'unione Sarda on line
"TV  Cattiva  Maestra"

È sempre attuale il messaggio di Popper


15.12.2001

ACagliari.it  
Un revival di liberalismo

(
Fabrizio Fois)


11.07.2001
L'unione Sarda on line
(di Wa. F.)
 
 
 
 
   
  
 
I mali della politica italiana
"I Mali della politica italiana". Questo il titolo del convegno che si è svolto venerdì 21 febbraio presso il Caesar's Hotel di Cagliari all'interno degli 'Incontri di Cultura liberale' dedicati all'attualità di don Luigi Sturzo. Organizzato dal Comitato Popper, in collaborazione con il Circolo Voltaire, la R.A.S. e il Comune di Cagliari, ha visto la partecipazione di Massimo Baldini, filosofo liberale e cattolico, attento studioso dei grandi temi liberali. In una sala gremita di gente, Bruno Lai nella sua introduzione, ha ricordato come in Italia, dal Risorgimento in poi, il pensiero cattolico e quello liberale si siano guardati con reciproca diffidenza e soltanto col tempo, vi è stata la riscoperta delle radici comuni che sono alla base del liberalismo e del cattolicesimo. In quest'ottica è stato ricordato don Luigi Sturzo, sacerdote cattolico e uomo politico liberale siciliano, assertore della separazione tra politica e religione che, nel 1919, diede vita al Partito Popolare; attento osservatore, riuscì, con grande precisione, a individuare i mali che poi avrebbero portato allo sfascio della prima Repubblica. Mali che sono stati anche oggetto della relazione di Massimo Baldini, studioso di Sturzo, che, dopo aver fatto una panoramica di alcune grandi figure di pensatori cattolici liberali, si è soffermato sulla vita di Sturzo: un uomo che, a causa delle proprie idee, dovette lasciare l'Italia all'avvento del fascismo per farvi rientro soltanto dopo il referendum. Baldini ha anche analizzato i mali dell'Italia, ad iniziare dallo statalismo e la partitocrazia passando per l'imprenditoria liberalstatalista, la sindacatocrazia, senza trascurare il sistema bancario e il centralismo monopolista; anche il comunismo e il fascismo sono stati presi in considerazione come la burocrazia, la corruzione, la demagogia e i limiti della classe politica. E' poi seguito il dibattito che ha visto come moderatore Pierpaolo Vargiu e, al termine, le conclusioni di Giorgio Angius. Come è emerso dalla discussione, nel XIX e XX secolo, nonostante l'intensa attività di autorevoli pensatori cattolici liberali, da Tocqueville a Lord Acton (e in Italia, Antonio Rosmini), nel mondo cattolico italiano hanno avuto il sopravvento concezioni illiberali, ancora oggi largamente diffuse. Dopo l'enciclica "Centesimus Annus" del 1991, diventa però quasi impossibile ignorare le radici comuni del rispetto dell'individuo e delle sue libertà (anche economiche): è dunque necessario rivalutare la figura di coloro che, tra mille difficoltà, sono stati antesignani della collaborazione tra cattolicesimo e liberalismo. Tra questi, spicca don Luigi Sturzo, autorevole esponente del pensiero cattolico liberale che, nel secondo dopoguerra, attraverso l'azione dei Governi De Gasperi, ebbe parte davvero importante nella ripresa economica e sociale della nostra nazione.
Donatella D'Addante