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"I
Mali della politica italiana". Questo il
titolo del convegno che si è svolto venerdì
21 febbraio presso il Caesar's Hotel di Cagliari
all'interno degli 'Incontri di Cultura liberale'
dedicati all'attualità di don Luigi Sturzo.
Organizzato dal Comitato Popper, in collaborazione
con il Circolo Voltaire, la R.A.S. e il Comune
di Cagliari, ha visto la partecipazione di Massimo
Baldini, filosofo liberale e cattolico, attento
studioso dei grandi temi liberali. In una sala
gremita di gente, Bruno Lai nella sua introduzione,
ha ricordato come in Italia, dal Risorgimento
in poi, il pensiero cattolico e quello liberale
si siano guardati con reciproca diffidenza e
soltanto col tempo, vi è stata la riscoperta
delle radici comuni che sono alla base del liberalismo
e del cattolicesimo. In quest'ottica è
stato ricordato don Luigi Sturzo, sacerdote
cattolico e uomo politico liberale siciliano,
assertore della separazione tra politica e religione
che, nel 1919, diede vita al Partito Popolare;
attento osservatore, riuscì, con grande
precisione, a individuare i mali che poi avrebbero
portato allo sfascio della prima Repubblica.
Mali che sono stati anche oggetto della relazione
di Massimo Baldini, studioso di Sturzo, che,
dopo aver fatto una panoramica di alcune grandi
figure di pensatori cattolici liberali, si è
soffermato sulla vita di Sturzo: un uomo che,
a causa delle proprie idee, dovette lasciare
l'Italia all'avvento del fascismo per farvi
rientro soltanto dopo il referendum. Baldini
ha anche analizzato i mali dell'Italia, ad iniziare
dallo statalismo e la partitocrazia passando
per l'imprenditoria liberalstatalista, la sindacatocrazia,
senza trascurare il sistema bancario e il centralismo
monopolista; anche il comunismo e il fascismo
sono stati presi in considerazione come la burocrazia,
la corruzione, la demagogia e i limiti della
classe politica. E' poi seguito il dibattito
che ha visto come moderatore Pierpaolo Vargiu
e, al termine, le conclusioni di Giorgio Angius.
Come è emerso dalla discussione, nel
XIX e XX secolo, nonostante l'intensa attività
di autorevoli pensatori cattolici liberali,
da Tocqueville a Lord Acton (e in Italia, Antonio
Rosmini), nel mondo cattolico italiano hanno
avuto il sopravvento concezioni illiberali,
ancora oggi largamente diffuse. Dopo l'enciclica
"Centesimus Annus" del 1991, diventa
però quasi impossibile ignorare le radici
comuni del rispetto dell'individuo e delle sue
libertà (anche economiche): è
dunque necessario rivalutare la figura di coloro
che, tra mille difficoltà, sono stati
antesignani della collaborazione tra cattolicesimo
e liberalismo. Tra questi, spicca don Luigi
Sturzo, autorevole esponente del pensiero cattolico
liberale che, nel secondo dopoguerra, attraverso
l'azione dei Governi De Gasperi, ebbe parte
davvero importante nella ripresa economica e
sociale della nostra nazione.
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